Appello agli iscritti ANDI

Appello ai soci ANDI della provincia di Venezia

Caro collega, credo che tu abbia avuto notizia della lista Facciamo Ordine prima dai tuoi dirigenti ANDI che da noi.

Appena la notizia di una nuova lista è trapelata, infatti, sono andati in fibrillazione ed hanno iniziato a telefonare agli iscritti affermando che il sottoscritto voleva distruggere tutto ciò che di buono hanno fatto i due presidenti, cioè il dott.Leoni e il dott.Nicolin.

Anzitutto mi domando cosa abbiano fatto i due presidenti che io non abbia fatto di più e meglio quando sono stato presidente della Commissione Albo Odontoiatri.

Credo che molti ricordino con nostalgia quel periodo, per gli aggiornamenti continui sugli adempimenti burocratici (dal Documento di Valutazione dei Rischi al Documento sulla Privacy, forniti gratuitamente a tutti gli iscritti, agli aggiornamenti sui taglienti, sulla gravidanza, al tavolo del dentale, etc.)

ma anche per l’attività culturale portata avanti dal Cenacolo Odontostomatologico delle Tre Venezie, insomma per tutto quello che abbiamo fatto. Si poteva fare di meglio, certo, ma comunque non c’è dubbio che abbiamo fatto molto di più (senza confronti) di quello che ha fatto Nicolin nei 10 anni successivi.

A suo tempo il nostro programma era di mantenere una distinzione tra l’attività ordinistica e quella sindacale. Perché si tratta di ambiti e competenze diverse, perché se qualcuno occupa tutte le sedie, non può occuparle tutte decorosamente, perché è offensivo per gli altri 800 colleghi della provincia affermare che nessuno ha le qualità per fare qualcosa.

Quando la Commissione di cui facevo parte ha deciso di rinnegare il programma con cui era partita e alcuni hanno cominciato ad accumulare incarichi, ci siamo divisi. Io ho perso, ho accettato la sconfitta e mi sono ritirato in questo lembo del graticolato romano dove ho svolto la mia professione senza infamia, spero, e senza intralciare quello che ordine e sindacati andavano facendo.

Perché oggi la dirigenza ANDI dovrebbe andare nel panico se io mi candidassi per la Commissione Albo Odontoiatri? La cosa è davvero curiosa. Ci deve essere una qualche antipatia o invidia o rancore sotterraneo di cui non so darmi ragione.

Ad ogni modo, per non trasformare le elezioni dell’Ordine in una questione personalistica e antipatica, non mi sono candidato per la CAO. Anche perché ho già fatto il presidente di quella commissione, perché dovrei ripetere una esperienza già fatta?

Sostengo invece una lista per la CAO fatta di colleghi di tutto rispetto: il dott.Fabio Boem, il dott.Claudio Boschin, la dott.ssa Barbara Duprè, il dott.Guido Miele e il dott.Franco Zane. Credo che li metterei in imbarazzo se dovessi decantare le lodi di ciascuno, ma una cosa la posso dire per certa: il loro obiettivo non è distruggere quello che è stato fatto di buono da chi c’era prima, ma di fare quello di buono che non è stato fatto. Con i due presidenti (questa espressione non è nostra ma viene dai militanti ANDI) l’Ordine si è progressivamente allontanato e isolato dalla professione, isolamento che in qualche modo è visualizzato dalla recinzione che prima non c’era: quasi a distanziare anche fisicamente coloro che vivono dentro da chi è fuori.

Posso garantire che i colleghi della lista Facciamo Ordine sono determinati a riavvicinare l’Ordine alla professione per farlo tornare la casa di tutti gli iscritti.

Perciò voglio fare un appello a tutti gli iscritti ANDI. Mi rendo conto che un iscritto ad un sindacato segue le indicazioni del suo sindacato per questione di fedeltà. Riceve un certo numero di sevizi, fa una certa vita sociale grazie a quel sindacato, è anche giusto che ne segua le indicazioni di voto.

Ma in questa occasione, cari colleghi ANDI, vorrei chiedervi se seguire le indicazioni di voto del vostro sindacato faccia davvero gli interessi dell’ANDI e soprattutto i vostri interessi.

Cari colleghi, la democrazia è un fattore di forza di ogni società: qualunque abitante del nostro pianeta se dovesse scegliere se vivere come un cittadino medio USA, Russo o cinese, sceglierebbe senza esitazioni. La democrazia del Partito Unico non è vera democrazia. Non è vera democrazia quando all’opposizione viene negato ogni spazio. I dissidenti russi finiscono in Siberia, all’Ordine di Venezia non si fa altrettanto forse solo perché la Siberia è lontana.

La democrazia è libertà di scelta, il che significa da un lato poter votare quel che si vuole, dall’altro avere delle alternative.

Credo che sia evidente a tutti che l’inerzia dell’ANDI, la sua mancanza di iniziativa, di creatività, di proposta politica nei confronti delle istituzioni, è dovuta in massima parte alla mancanza di alternative. I dentisti si iscrivono all’ANDI perché non hanno alternative e quindi l’ANDI può permettersi di continuare a dormire sonni tranquilli.

Spero sia evidente che se alla Commissione Odontoiatri dell’Ordine eleggerete persone indipendenti, questo farà bene all’ANDI e anche a voi. L’Ordine, pur non avendo un ruolo sindacale, può favorire il pluralismo sindacale e il confronto tra le varie sigle. Io in quanto segretario sindacale regionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri credo che sarà più facile fare sindacato se l’Ordine non sarà egemonizzato dall’ANDI, sarà più facile garantire quel pluralismo che è la forza e la condizione per la democrazia.

Perciò, cari colleghi ANDI, l’8, il 9 e il 10 Settembre dalle 10 alle 14 vi invito ad andare alla sede dell’Ordine, in Via Mestrina e a votare la lista Facciamo Ordine.

È sufficiente scrivere sulla scheda per la Commissione Odontoiatri e sulla scheda per Revisori dei Conti: “Facciamo Ordine”, senza aggiungere alcun nome.

Grazie.

Cosimo Tomaselli

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